VOTA PALAZZO!


venerdì, febbraio 20, 2009

 

 

 

CHUCK PROPHET, la leggenda vivente del Paisley Underground@Wake Up!

primo appuntamento INDIE ROCKET FESTIVAL 2009

Host:
wake up
Type:
Network:
Global
Time and Place
Start Time:
Friday, February 20, 2009 at 11:00pm
End Time:
Saturday, February 21, 2009 at 4:00am
Location:
Wake Up!
Street:
Via Andrea Doria 30
City/Town:
Pescara, Italy
   

Description

Non abbiamo mai conosciuto qualcuno che sia stato al LETTERMAN SHOW e non credo che ne avremmo mai avuto l'opportunità se venerdì al Wake Up! non ci fosse in programma il concerto di CHUCK PROPHET, che allo show del tagliente anchor man statunitense ha suonato dal vivo (in Italia va in onda su SKY, per la cronaca).

Prophet, come chitarrista dei GREEN ON RED e figura di spicco del PAISLEY UNDERGROUND è stato, ancora adolescente negli anni 80, uno dei principali artefici della rinascita del rock americano.
Oggi è uno dei chitarristi di studio più richiesti, ma è anche un autore sopraffino.
Il suo one man show è una delle chicche più raffinate che il Wake Up vi abbia mai proposto.
Ovviamente, vista l'importanza dell'artista siete invitati a venire puntuali alle 23,00, perché il rispetto che questo mostro sacro merita è quasi religioso (e mi raccomando silenzio durante la performance!)

Il concerto di Prophet, inoltre, è inserito in un contesto regale: infatti è il concerto di apertura dell'INDIE ROCKET FESTIVAL CLUB SESSIONS.
Si parlava col buon Paolo Visci di cosa fare da grandi e, dando un'occhiata alle opportunità che avevamo in mano, ci è venuto in mente di rispolverare il glorioso festival che voi tutti amate e di diffonderlo su una serie di serate.
I primi nomi che sono saltati fuori per le quattro serate al WU sono stati per l'appunto Prophet, poi i belgi CONFUSE THE CAT, gli americani PUBLICIST (con IAN SVENONIUS!!!!) e gli inglesi CESARIANS.
Poi abbiamo coinvolto il Mono e il Post Bar e il quadro è stato completo. Media partner della rassegna è Mente Locale, sponsor sono il Post Bar, Buttons King, Rockit, The Furious, La Panoramica, Cyclò.
Quindi sappiate che vi aspetta un mese di grandissimi concerti.
Preparatevi al meglio!

In console gli indie rocker pasley kids UMBERTO PALAZZO&EMILIO TOBIA
postato da umbertopalazzo | febbraio 20, 2009 09:37 | commenti (6)

giovedì, febbraio 19, 2009



      DEERHUNTER - MICROCASTLE



    DEERHOOF - OFFEND MAGGIE

L'ultima recensione, in cui faccio a pezzi gli Animal Collective, band che in questo momento (a mio avviso inspiegabilmente) sembra convincere tutti, potrebbe anche far pensare che non sopporto l'indie americano odierno e che ho qualcosa di personale contro gli AC e il loro pubblico. Nulla di più falso.
Per quanto riguarda il loro pubblico, per carità: piacciono a un sacco di miei amici che non per questo mi piacciono di meno.
Però loro non mi convincono e io sarò malato e malfidente, ma non posso fare a meno di notare i particolari. Anzi forse m'importa solo di questi.
Per esempio, la cosa che mi ha colpito del loro ultimo video è che ci sono degli strumenti con il marchio coperto e altri in cui marca e modello si leggono benissimo.
Lo strumento in incognito è un synth Roland Juno 60, che è fuori produzione dalla metà degli anni 80.
Invece sugli altri aggeggi Roland nuovi di zecca si vede benissimo marca e modello.
Bene, non sapevo che la ditta giapponese avesse una sua linea di MPC e ora lo so. E, se fossi stato un ragazzino, non avrei mai saputo che quello è un Juno e che, ovviamente usato, in America costa anche meno di 300 dollari e quindi, abbagliato dalla mia ammirazione per gli AC, sarei corso a comprare un MPC Roland, che è una copia di una copia e che non ha una sua personalità come strumento, perché alla fine è solo un aggeggio ultra semplice da DJ.
Insomma il video è anche uno spot di un prodotto.
Qualcuno potrebbe obiettare che non c'è nulla male, ma, secondo me, di male c'è tutto perché, personalmente, come diceva Lester Bangs (uno che tutti citano, ma che nessuno legge, né tanto meno ascolta), quando tengo in mano un disco voglio che sia qualcosa che abbia un'anima e non un pezzo di carriera.
Va da sé che i prodotti, per essere manipolabili dal marketing, non devono avere un'anima.
Ricapitolando: io voglio musica che abbia un'anima e invece
non m'interessa nulla delle buone idee per far carriera, anche perché la miglior idea per far carriera nello show biz è fare volutamente musica di merda.
E' verissimo che a volte si può fare anche carriera facendo della buona musica, ma si tratta di eccezioni, roba che sfugge al controllo, come il primo Elvis, come la British Invasion, come i Joy Division o i Public Enemy o i Nirvana. Ma sono cose che non durano a lungo perché vengono riassorbite o fatte scomparire sotto una coltre di roba simile, ma insignificante e la formula migliore per il successo rimane sempre immagine-coreografia-tormentone appiccicoso-musica di merda.
Eliminando tutto ciò che ha queste caratteristiche, si finisce quasi sempre per ascoltare musica bellissima, vera e profonda, che è l'unica che mi stia a cuore e che dovrebbe stare a cuore a tutti quelli che considerano importante il proprio benessere spirituale, in quanto la musica è cibo per l'anima.
Se ingerite schifezze vi ammalate.
Se ascoltate musica di merda, la vostra anima ne soffre più di quanto possiate realizzare immediatamente, come sto soffrendo io per aver visto due serate del Festivàl San Remo.
L'ironia mi è servita come protezione fino a metà della seconda puntata, poi ho iniziato a stare seriamente male e ho dovuto smettere.
Quindi: abbasso i carrieristi, che sono facilmente riconoscibili dal fatto che arrivano sempre preceduti da un monolitico apparato produttore di consenso, del quale purtroppo fanno inevitabilmente parte persone degne e insospettabili (sempre inconsapevoli di esser ingranaggi dell'industria della manipolazione) e viva gli artisti vivi e veri e per questo forzatamente minori.
Quindi ecco a voi due dischi indie U.S.A. che mi piacciono moltissimo e che, per puro caso, hanno entrambi la parola "deer" (cervo) nel nome. Sono lavori dell'anno scorso e non sono apparsi nelle mie chart di fine anno, dove avrebbero fatto la loro bella figura, ma la rete è bella anche perché non hai l'obbligo di essere sul pezzo in tempo reale.




    Deerhunter


DEERHUNTER ("Il cacciatore di cervi" è un film di Michael Cimino, noto in Italia semplicemente come "Il cacciatore") è un quartetto di Atlanta. Il loro suono è un perfetto blend di Pixies, Pavement e Jesus and Mary Chain. Ascolto e riascolto questo  loro "Microcastles" (2008) e continuo a meravigliarmi di quanto sia scorrevole e quanto i suoi difetti mi siano congeniali. Bradford Cox è uno stranissimo personaggio, alto due metri e afflitto, come Joey Ramone, dalla sindrome di Marfan, una disfunzione che rende gli arti molto più lunghi del normale (ho parlato con Joey Ramone - che Dio l'abbia in gloria - e vi assicuro che a vederlo da vicino era veramente strano). Il ragazzo è da tenere d'occhio, perché potrebbe essere uno di quelli che rimarranno artisticamente con noi molto a lungo. La sua visione fra l'onirico e l'allucinato non ha pari nella scena attuale, anche se la band è ancora più che altro una promessa. (8)


Deerhoof

Una realtà matura e solidissima sono invece i
DEERHOOF (2008), che con "Offend Maggie" hanno realizzato il loro capolavoro (9).
Vengono da due lunghe linee genealogiche e sono quello che potrebbero essere, se non fossero completamente bolliti, i Blonde Redhead, il cui album "23" è, per l'appunto, un pezzo di carriera così perentorio che difficilmente potranno riacquistare una qualsiaisi credibilità, anche alla luce della farlocchissima tournèe di quest'estate.
La prima linea di discendenza ha le sue radici in Trout Mask Replica, negli Henry Cow-Slap Happy-Art Bears, nei Gong, in Kevin Ayers, nel progressive tedesco, in molta new wave (in particolare le Raincoats) e in tantissima roba dissonante degli anni novanta e degli anni zero.
La seconda linea è ancora più lunga ed è quella del pop zuccheroso, con l'ovvio Phil Spector in prima linea e, a seguire, tutte le sue reinterpretazioni attraverso i decenni.
Caos più zucchero, chitarre spigolose più cantante giapponese dal timbro infantile e flautato non sembrerebbero sulla carta ricette particolarmente nuove, se non fosse che i musicisti in questione sono di primissima categoria e, mentre nel noise e nelle dissonanze spesso indulgono i peggiori cialtroni per mascherare le loro carenze tecniche e teoriche, qui gli interpreti sono perfettamente consapevoli di quello che stanno facendo, cioè roba molto evoluta e di gran classe.
E' musica che sembra casuale e suona disinvolta, ma, a livello armonico e ritmico, è elaborata quanto un disco dei King Crimson o degli Stormy Six.
"Offend Maggie" è più accessibile degli altri dischi anche perché ci sono riff più riconoscibili come tali, anche se poi conducono sempre dove non ci si aspetta. Siamo al decimo album ed è capolavoro, quindi è pure da troppo tempo che vengono sottovalutati. Dato che mi trovo in zona, vi ricordo un disco che con "Offend Maggie"(9, ribadisco) ha ovvie parentele, cioè "Exit" di Shugo Tokumaru
(8,5), un altro capolavoro, più che sottovalutato, completamente ignorato.
E concludo con una nota di folklore italiano: del collasso del PD (2) non me ne frega un bel nulla, del resto il Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli (0) prevede un partito di sinistra di finta opposizione che sta lì a prendere cazzotti come uno sparring partner prezzolato. Questi qui, però, erano collettivamente un pugile talmente suonato che sono venuti giù come un sacco di patate alla prima ripresa.
Non sarà un gran perdita per la democrazia.

postato da umbertopalazzo | febbraio 19, 2009 15:00 | commenti (3)

domenica, febbraio 08, 2009

La

Costituzione

è la Bibbia

del laico.


(Stefano Rodotà)
postato da umbertopalazzo | febbraio 08, 2009 11:32 | commenti (1)

martedì, gennaio 27, 2009




Venerdì 30 gennaio arriva, per la prima volta al Wake Up, EL SANTO NADA, la banda mas explosiva!

Siete abituati a vedere Umberto Palazzo in console, ma questa volta il vostro dj si prende anche il
palco con la sua band desert rock.

EL SANTO NADA ha la stessa formazione del Santo Niente, ma la musica è completamente diversa. El Santo Nada è un combo strumentale e cinematico. El Santo Nada suona desert rock. Le sue influenze primarie sono Ry Cooder, Dimitri Tiomkin, Ennio Morricone, Marc Ribot, la musica mariachi e tutto ciò che possa essere associato agli spazi senza limiti del deserto e alle allucinazioni generate dal sole, dai cactus e dal succo dell'agave. El Santo Nada sta per pubblicare il suo primo album, un concept senza parole intitolato "Tuco".

Sono particolarmente benvenuti gli uomini col sombrero, i desperados del rock'n'roll, le nuove fashion chicas, i musicisti mariachi, gli importatori di peyote, le cantanti di bolero, i contrabbandieri di pulque, i consumatori di tequila, i coltivatori di agave, i mistici del deserto, le iguane psichedeliche, Diego, Frida e le calaveras di José Guadalupe Posada.

En la console rebelde pinchan los discos Pancho Umberto Villa e Emiliano Zapata Tobia.
postato da umbertopalazzo | gennaio 27, 2009 23:05 | commenti (4)

sabato, gennaio 17, 2009



TEHO TEARDO

Sono molto felice di pubblicare questa notizia.
Teho è un vecchio amico, fin da prima dei tempi del Consorzio.
I suoi progetti si chiamavano MEATHEAD e HERE.
Band grandissime.
Soprattutto il progetto Here fu qualcosa di mai più eguagliato in Italia per il suo
stellare cast di musicisti americani.  La faccenda andrebbe approfondita, ma vi basti sapere che Lydia Lunch canta due pezzi di "Brooklyn Bank".
Ma in questo paese (di merda in ogni suo comparto) quel disco e quella band furono considerati superflui
.
In Italia i migliori vengono spesso considerati di troppo e i carrieristi inutili trattati come geni. Infatti quell'anno (1998) tutti impazzivano per i Prozac+.
Il talento di Teho, per fortuna, è stato apprezzato all'estero e dal mondo del cinema che è diventato la sua nuova casa.
La sua carriera come autore di colonne sonore è impressionante di per se ("La ragazza del lago", "Lavorare con lentezza" e "Denti" fra gli altri), ma oggi la sua grandezza viene riconosciuta da più grande musicista italiano vivente, dal compositore che il mondo più ci invidia, cioè dal maestro Ennio Morricone.


Teho Teardo ha vinto il premio Ennio Morricone per la miglior colonna sonora con il film "Il Divo" di Paolo Sorrentino.
Il premio verrà consegnato a Teho dallo stesso Ennio Morricone sabato 17 gennaio 2009  



www.perilcinemaitaliano.it











  HERE - BROOKLYN BANK (CPI - 1998)
Here era un duo. Oltre a Teho e al contitolare Jim Coleman (Cop Shoot Cop) in quel disco suonano:
  Name


postato da umbertopalazzo | gennaio 17, 2009 14:03 | commenti

giovedì, gennaio 15, 2009



SANTO NIENTE SHOWCASE
Il Santo Niente si fa in tre!


Il SANTO NIENTE SHOWCASE non è un concerto usuale del Santo Niente, ma qualcosa che facciamo solo per il pubblico romano e per il Traffic. Il Santo Niente non pubblica dischi da molto tempo, ma nel frattempo è stato tutt'altro che inattivo: molte cose sono successe e molta musica è stata creata.
Il Santo Niente Showcase nasce dall'esigenza di presentare l'evoluzione in atto e comprende, oltre alla formazione madre rinnovata ed ampliata, i progetti paralleli Go Lemmings Go! e El  Santo Nada.

IL SANTO NIENTE è, adesso e per la prima volta, un quintetto, grazie all'ingresso in squadra del polistrumentista e cantante Christian Carano.  Quella che vedrete sul palco è la formazione che sta realizzando il nuovo album dal quale potrete ascoltare due pezzi in anteprima.

EL SANTO NADA ha la stessa formazione del Santo Niente, ma la musica è completamente diversa.  El Santo Nada è un combo strumentale e cinematico. El Santo Nada suona desert rock. Le sue influenze primarie sono Ry Cooder, Dimitri Tiomkin, Ennio Morricone, la musica mariachi e tutto ciò che possa essere associato agli spazi senza limiti del deserto e alle allucinazioni generate dal sole, dai cactus e dal succo dell'agave. El Santo Nada sta per pubblicare il suo primo album, un concept senza parole intitolato "Tuco".

GO LEMMINGS GO! è il progetto individuale di Christian Carano, il nuovo arrivato in casa Santo Niente. Go lemmings Go! presenta un sintetico estratto dal suo prossimo album in uscita su Seahorse Records. Lo accompagnano membri del Santo Niente.

Special Guest: MADREPERLA: valente band romana dal suono romantico e dissonante

Santo Niente Showcase.

Giovedì 22 Gennaio
Traffic
Via Vacuna, 98
Roma
ingresso 7 euro

Per ricevere ulteriori aggiornamenti e aderire all'evento (cosa che ci farebbe molto piacere) puoi raggiungere la pagina Facebook della serata. Purtroppo non è possibile inserire un link diretto, ma dovreste trovarla facilmente sotto la dicitura:

Il Santo Niente+El Santo Nada+Madreperla
oppure
SANTO NIENTE SHOWCASE

Grazie :-)

Santo Niente


postato da umbertopalazzo | gennaio 15, 2009 13:57 | commenti (4)

mercoledì, gennaio 14, 2009

ANIMAL COLLECTIVE: MERRIWEATHER POST PAVILLON
Prima che qualcuno me lo chieda: questo disco non mi piace un granché. Strati di suoni già fastidiosi in partenza per la loro plasticosità che vengono sovrapposti in modo ancor più fastidioso e affogati nel riverbero digitale. Mi sembra di sentire il peggio della psichedelia barocca inglese mescolato al peggio del pop anni  ottanta e già sapete cosa penso del pop degli anni ottanta.
A pensarci bene un gruppo che si muoveva su queste coordinate forse c'è già stato: i FREUR, quelli che come simbolo avevano una specie di lumaca e che cantavano "Doot Doot", solo che, per quanto sembrassero ridicoli allora, adesso appaiono immensamente fighi e, in effetti qualche virtù l'avevano, se qualche anno dopo si trasformarono negli Underworld dell'immortale martellone techno "Born slippy".
Oppure gli Animal Collective sono soltanto Andy Partridge sotto falso nome, tornato per traforarci gli zebedei come solo lui sa fare.
Facendo il punto della situazione il recupero degli anni ottanta è arrivato alla seconda metà del decennio, come testimoniano anche The Week That Was col loro sdoganamento presso the-beautiful-indie-people delle idee dei Tears For Fears peggiori.
Per fortuna è quasi finita, direte voi, ma è presto per tirare un sospiro di sollievo, perché presto inizierà il recupero di tutto quello che negli anni novanta faceva giustamente schifo alle persone di buon senso.
Per ora, comunque, quello che ho da dire è che non sopporto questi suonetti del cacchio e queste vocine strozzate.
Non ne posso più di questa musica che proclama la propria inoffensività e di questi cantanti che sembrano non far altro che chiedere protezione lanciando segnali infantili.
Non c'è nessun altro rifugio che non siano le case delle famiglie ricche e non c'è nessun motivo per cui debbano lasciar entrare uno come me o te. È ora di crescere. (6)
postato da umbertopalazzo | gennaio 14, 2009 08:16 | commenti (5)

venerdì, gennaio 09, 2009

    PAVEMENT: BRIGHTEN THE CORNERS - 1997
Certamente è più figo dire che ti piace qualsiasi altro disco dei Pavement, ma questo è quello che amo di più. Lo hanno appena ristampato e, se manca nella collezione, è assolutamente da avere. Mi chiedo che fine abbia fatto la Pavement generation. E' probabile che molti si siano iscritti al Fight Club di quartiere.
Da rivalutare: la carriera solista di Malkmus.
Da sterminare: la pletora di pessimi imitatori. (8.5)

    LEE HAZELWOOD: THESE BOOTS ARE MADE FOR WALKING - THE COMPLETE MGM RECORDINGS 1965/1967
In questo periodo non riesco a fare a meno di Lee Hazlewood e della sua voce baritonale. Produttore eccentrico, maestro di Phil Spector, anticipatore, modello di Lou Reed e Nick Cave e autore delle immortali "These boots are made for walking" e "Some velvet morning". Ovviamente tutti amano e conoscono il suo lavoro con Nancy Sinatra, ma come canatutore Lee è l'anello mancante fra Johnny Cash e i due pallidi nominati prima. Testi fantastici e arrangiamenti di super-classe.
Uno di quei rari autori che nel giro di una frase ti trascinano in un mondo a parte, il loro mondo. Con qualche aggiunta discutibile, si tratta dei due album: "Lee Hazelwood-ism: its cause and cure" (9) e "The very special world of Lee Hazlewood". Complessivamente (8,5) Un'avvertenza: il pezzo eponimo non è la leggendaria incisione con Nancy Sinatra, ma la sua versione comica. L'originale lo trovate qui:

      NANCY SINATRA: BOOTS - 1966
Cinque originali di Hazlewood e un pugno di cover. Un meritato (7.5),
ma il disco giusto è questo:

    NANCY SINATRA&LEE HAZLEWOOD: FAIRY TALES AND FANTASIES - THE BEST OF NANCY AND LEE
Se vi interessa il meglio della produzione con la Sinatra. Buon per voi se vi interessa, perché qui c'è "Some Velvet Morning", una delle più grandi canzoni mai scritte. (9)

    LEE HAZLEWOOD: LOVE AND OTHER CRIMES - 1968
Il disco che Lou Reed non può non aver ascoltato a morte. Fantastico. (9)



postato da umbertopalazzo | gennaio 09, 2009 12:38 | commenti (2)

giovedì, dicembre 25, 2008

Ci si può scherzare su, ma la vicenda D'Alfonso è veramente inquietante. Quello che sta succedendo è difficile da capire, ma inizio a credere che le sue colpe siano molto minori di quelle dei giudici e del prefetto ed è tutto molto, molto torbido...
postato da umbertopalazzo | dicembre 25, 2008 12:06 | commenti (1)

lunedì, dicembre 22, 2008


://s4.shinystat.it/cgi-bin/shinystatv.cgi?L=0&USER=umbertopalazzo
postato da umbertopalazzo | maggio 27,
postato da umbertopalazzo | dicembre 22, 2008 11:14 | commenti

sabato, dicembre 20, 2008


MENZOGNE MISERICORDIOSE (E PERICOLOSE)
Ogni giorno muoiono 14 persone sulle strade. Per cinque giorni alla settimana non se parla, ma poi regolarmente il sabato e la domenica si torna a parlare della strage infinita.
In questo momento l'Ansa titola: Sabato nero: nove morti sulle strade.
Ma, a rigor di logica, la giornata sarebbe andata meglio che il resto della settimana, visto che c'è stato più del trenta per per cento in meno di decessi rispetto alla media annuale.
Quindi cosa può voler dire ciò, se non che ci si accanisce contro chi esce di casa  per divertirsi
(la colpa di tutto, per l'opinione pubblica di destra e di sinistra, è sempre dei giovani fannulloni) per nascondere il fatto che la stragrande maggioranza degli incidenti mortali capitano a chi va o torna dal lavoro (non è un segreto e il rapporto ISTAT su questo è chiarissimo).
Una bugia  comoda che serve a coprire una verità scomodissima.
postato da umbertopalazzo | dicembre 20, 2008 22:51 | commenti

Gli ascolti del 2008

Gli album nuovi più ascoltati (ristampe incluse)

01 - VV. AA.: Theme Time Radio Hour: With Your Host Bob Dylan
02 - Bonnie 'Prince' Billy: Lie Down In The Light
03 - Nick Cave And The Bad Seeds: Dig, Lazarus, dig!
04 - Vinicio Capossela: Da solo
05 - Portishead: Third
06 - Santogold: Santogold
07 - Fleet Foxes: Fleet Foxes
08 - Tv On The Radio: Dear Science
09 - Medesky, Martin&Wood: Radiolarians 1
10 - Shugo Tokumaru: Exit

11 - Alejandro Escovedo: Real As An Animal
12 -  Earth: The Bees Made Honey In The Lion Skull
13 - The Clash: Live At Shea Stadium
14 - Rodriguez: Cold Fact
15 - Juana Molina: Un Dia


La Playlist Italiana

01 - Vinicio Capossela: Da Solo
02 - Le Luci Della centrale Elettrica: Canzoni Da Spiaggia Deturpata
03 - AA. VV: Quello che facciamo è segreto
04 - AA. VV: Il Dono
05 - Zippo: The Road To Knowledge
06 - Reparto 6: Ep 1
07 - Negative Trip: Ep
08 - Piz: Raw Demo
09 - Tying Tiffany: Brain For Breakfast
10 - Francesco De Gregori: Per brevità chiamato artista


La Canzone dell'anno

Vinico Capossela: Il paradiso dei calzini


I Ripescaggi (cioè i vecchi dischi che ho ascoltato moltissimo, anche più dei nuovi)

Bob Dylan: Modern Times
Fleetwood Mac: Future Games
Fleetwood Mac: Tusk
Louis Jordan: Rock'n'roll
Nancy Sinatra&Lee Hazelwood: Fairy tales&Fantasies
John Coltrane. A Love Supreme
Yousef Lateef: Eastern Sounds
John Scofield A Go Go
Peluqueria Hernandes: Peluqueria Hernandes
Los Lobos: La Pistola Y El Corazon
Roberto Murolo: Napoletana
Alessandro "Asso" Stefana: Poste e telegrafi
Fabrizio de Andrè: Creuza de Mà
Nat King Cole: The best of
Sara Vaughn: At Mister Kelly's
Roy Orbison: Only The Lonely
Ennio Morricone: Chronicles
Miles Davis: Bag's Groove
Marc Ribot Y Los Cubanos Postizos: Marc Ribot Y Los Cubanos Postizos
Ry Cooder: Chavez Ravine



postato da umbertopalazzo | dicembre 20, 2008 12:35 | commenti (7)

venerdì, dicembre 19, 2008

L'amico Roberto Calabrò mi chiede quali sono i dischi che porterei su un'isola deserta ed è una domanda che temo tantissimo perché non mi so mai decidere.Comunque, prima di ripensarci, ecco la lista (valida solo per oggi)

1- Beethoven; Sinfonia n. 6 (Pastorale)
2- Miles Davis: Bitches Brew
3- Bob Dylan: Blood On The Tracks
4- The Rolling Stones: Singles Collection: The London Years
5- Neil Young: Harvest
6- Can: Tago Mago
7- Joy Division: Closer
8- The Stooges: Funhouse
9- Roberto Murolo: Napoletana
10- Sonic Youth: Goo
postato da umbertopalazzo | dicembre 19, 2008 09:44 | commenti (3)

martedì, dicembre 16, 2008

Finalmente una buona notizia: arrestato D'Alfonso.
postato da umbertopalazzo | dicembre 16, 2008 02:15 | commenti (6)

venerdì, dicembre 12, 2008

Vi consiglio di seguire quotidianamente la rubrica di Max Stefani sul sito de Il Mucchio

IL MUCCHIO - FATTI

e di sostenere il mensile, che una delle migliori e più libere pubblicazioni italiane.
Se non lo sfogliate da parecchio è bene che sappiate che la musica occupa meno della metà del giornale e il resto è politica, società, cultura, arte, etc.
La parte non musicale è di gran lunga più interessante  perché non c'è niente di equiparabile sul resto della stampa italiana.
E si può acquistare anche il pdf on line, che poi è quello che acquisto io ogni mese.

Buona lettura!
postato da umbertopalazzo | dicembre 12, 2008 10:56 | commenti (4)

lunedì, dicembre 01, 2008

Depenalizzazione dell'omosessualità
No del Vaticano alla proposta Onu


Mostruoso. I froci in galera, quindi, secondo loro.

BERLUSCONI DA' DEL COMUNISTA A MURDOCK

Questa è un po' difficile da capire perché pochi sanno chi è veramente Murdock, ma vi assicuro che c'è da sbellicarsi dalle risate.
Fa coppia con l'abbronzatura di Obama.
postato da umbertopalazzo | dicembre 01, 2008 17:31 | commenti (11)

mercoledì, novembre 26, 2008

qui sotto
ZEITGEIST
Un documentario sconvolgente e imperdibile
postato da umbertopalazzo | novembre 26, 2008 15:51 | commenti (4)

postato da umbertopalazzo | novembre 26, 2008 15:49 | commenti

Mi è passata la voglia di scrivere perché un totale disgusto ha preso il posto dell'indignazione.

Ho solo voglia di vomitare.
postato da umbertopalazzo | novembre 26, 2008 03:12 | commenti (3)

martedì, novembre 18, 2008

D'Alema fatti processare!
postato da umbertopalazzo | novembre 18, 2008 21:55 | commenti (3)

domenica, novembre 16, 2008



Brunetta: "I fannulloni sono di sinistra"

Siccome a me non va di generalizzare, sarò specifico: "Brunetta è un cretino".
postato da umbertopalazzo | novembre 16, 2008 17:39 | commenti (2)

sabato, novembre 08, 2008

ANCORA COSSIGA: CONSIGLI AL CAPO DELLA POLIZIA



«Un’efficace politica dell’ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti». Ne è convinto il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che, per questo, in una lettera aperta dà dei «consigli», sul filo del paradosso, al Capo della Polizia Antonio Manganelli. Per il senatore a vita è stato «un grave errore strategico» reagire con «cariche d’alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante» ai cortei che si sono fatti più minacciosi. «A mio avviso - scrive Cossiga - dato che un lancio di bottiglie o insulti contro le forze di polizia, l’occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non è cosa poi tanto grave, il mio consiglio è che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l’odio verso di essi

«Solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e- scrive ancora Cossiga- aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno».
e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L’Unità, li sorregge».
(fonte: La Stampa)

In sintesi: fate in modo che ci sia un motivo per massacrarli di botte, così imparano a protestare.
Bravo Cossiga. Bella lezione di democrazia e di convivenza civile.
Pinochet ti fa una pippa.
postato da umbertopalazzo | novembre 08, 2008 18:31 | commenti (5)

guardian.co.uk

postato da umbertopalazzo | novembre 08, 2008 04:44 | commenti (1)

venerdì, novembre 07, 2008

Voleva essere carino lui.
Come dirgli: "Tutto sommato non sei così negro".
Così volgare e razzista che neanche si rende conto di essere offensivo.
Poi dice che andrà a dargli dei consigli, magari gli stessi che ha dato a Bush.
Talmente presuntuoso da non rendersi conto di essere patetico.
Poi dà dell'imbecille a tutti quelli che non capiscono la sua battuta. Cioè tutto il mondo, Obama incluso.
Talmente stupido da non capire di aver fatto una colossale figura da imbecille.

E vogliamo parlare di quell'altro brutto ceffo che ha dato del terrorista islamico al presidente degli Stati Uniti?
postato da umbertopalazzo | novembre 07, 2008 14:45 | commenti (1)

giovedì, novembre 06, 2008

Ennesima indecenza del governo.

Il ministero degli Interni caccia i Medici Senza Frontiere da Lampedusa.

Niente più pronto soccorso per i clandestini.

Era gratis.

I Medici Senza Frontiere operano in tutto il mondo, ma non più a Lampedusa.

Nessuno parla di ciò.

postato da umbertopalazzo | novembre 06, 2008 22:43 | commenti (3)

mercoledì, novembre 05, 2008



“Tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia”

Parole che ti aspetti da un'esponente dell'estrema destra, ma che risulterebbero improbabili anche in bocca a molti del PDL e invece sono state pronunciate dalla Senatrice Binetti del PD.

Veltroni, pusillanime come al solito, si smarca.

Spiegatemi perché uno che si sente di sinistra debba votare gente che ha idee completamente di destra, ma di una brutta destra, che ritengo minoritaria all'interno della stessa destra.
Idee intolleranti, antiquate, ignoranti, esagerate, fanatiche, bigotte, represse, repressive e prive della minima umanità.

E la Binetti non è l'unico esempio.

Specialmente a livello locale si affermano grandi campioni di apertura mentale.
Qui a Pescara il PD considera i locali notturni un problema di sicurezza e quelli che girano di notte, tutti indistintamente, persone pericolose.
Qui abbiamo un assessore che è rimasta scioccata e scandalizzata da TRL.

TRL, ma vi rendete conto?
Si è messa paura di un format televisivo che più mainstream e adolescenziale non si può, del Carlo Pastore, dei Baustelle in playback e dei loro fan, il nostro assessore alla cultura. Che vergogna.

Quindi per favore  smettiamo di chiamarli teodem, anche perché teocratico-democratico è un ossimoro perfetto.
Inoltre la prova Bianconi alias Mr Bland (questa volta - eccezionalmente nella mia cosmogonia - dalla parte dei buoni) non può fallire: sono teocon e basta.

Io non voterei questo PD neanche con la pistola puntata alla nuca.
Se l'opposizione vuole prendere i voti di quelli di sinistra e in generale delle persone ancora dotate di libero arbitrio è meglio che cambi immediatamente rotta.
postato da umbertopalazzo | novembre 05, 2008 00:55 | commenti (2)

martedì, novembre 04, 2008

Il concerto di venerdì al Wake Up! è clamoroso.
Giuro!



Volete saperne di più?
Andate qui:

MIA INTERVISTA A ETHAN MILLER DI HOWLIN RAIN/COMETS ON FIRE SU DEBASER
postato da umbertopalazzo | novembre 04, 2008 20:46 | commenti (2)

lunedì, novembre 03, 2008


E' troppo che non scrivo di musica. Non è che non escano buoni dischi. E' che  succedono brutte cose in continuazione.
 
Vi suggerisco qualcosa da ascoltare.

SHUGO TOKUMARU: EXIT


JUANA MOLINA: UN DIA

Mentre in Italia continua la perenne discussione italiano sì/italiano no, Tokumaru e Molina conquistano la critica anglosassone con album nella loro lingua madre, cioè, rispettivamente il giapponese e lo spagnolo (la Molina è argentina) e stazionano nelle parti più alte della suprema classifica di Metacritic.
Possiamo aggiungere i casi recenti dei Sigur Ros, che cantano in islandese e i Dengue Fever, che pur essendo americani, hanno una cantante coreana che canta nella sua ling
ua ed è fenomenale.
Per quanto riguarda l'Italia il problema, secondo me, è l'autoreferenzialità della scena, anche di quella che canta in inglese, e il fatto che fare musica da noi è come giocare a calcio su un campo allagato, situazione che notoriamente equipara i brocchi agli assi, con l'aggravante che qualche dirigente folle ha prescritto che il campo vada bagnato obbligatoriamente, altrimenti non è indie.
Quando si capirà che è il talento che conta e non la moda del momento?
La risposta ovviamente è "mai". Siamo in Italia.
Tokumaru, dicevo, viene definito indie, ma non è indie per niente. A parte la vocalità aerea, non ha niente a che vedere con l'accezione attuale dell'indie che pur sembra volere strumenti acustici e infiniti strati sonori.
Prima di tutto il ragazzo è intonatissimo e canta nel suo timbro naturale e non in questo raccapricciante falsetto che va tanto di moda oggi fra i seguaci di Panda Bear e che a me fa l'effetto di un gesso spezzato sulla lavagna.
Poi il giovane Shogu manipola una molteplicità di strumenti, ma in un modo colto e ben studiato che deve essere costato oltre che il sudore di tutta la gioventù, non poca fatica in sede d'arrangiamento. Armonia e contrappunto e non affastellamenti di strati a c
azzo di cane come si usa oggi.
Poi, last but not least, ha una tecnica individuale sopraffina, da musicista addestrato seriamente. In effetti le sue brillantissime composizioni devono molto al prog, anche italiano. Alcuni passaggi mi ricordano i Gentle Giant e persino Riccardo Zappa, tardo progger italiano specializzato nella chitarra acustica Ovation. (8,5)
Strano come stia nascendo una nuova corrente musicale più o meno esplicitamente ispirata al prog rock. In Italia abbiamo la promettente Beatrice Antolini, che è ovviamente deve aver ascoltato un bel po' i Gong e Kevin Ayers, ma, dato che nessuno dei giovani critici ha mai sentito una nota di questi artisti, passa per una novità indie.
Dal prog viene anche Juana Molina. L'ex attrice comica più famosa d'argentina ama raccontare come la principale esperienza musicale della sua infanzia sia stata l'ascolto periodico e rituale di "Lark's Tongue in Aspic" dei King Crimson. C'è un filo diretto tra l'intro di quel disco e le composizioni dilatate della Molina, che sono per l'appunto troppo dilatate per essere definite canzoni. Chitarra acustica, looper (strumento simbolo degli anni zero), poche percussioni, v
ocalità aerea e disarticolata. Una Bjork sudamericana, per sintetizzare. "Un dia" sta ricevendo attenzioni da chiunque, ma a me piace molto "Son" del 2006. (8)
Per finire col non-anglo e legarci al prossimo tema andiamo in Francia, perché da lì arriva Don Cavalli.

DON CAVALLI - CRYLAND
Il disco è cantato in inglese e si tratta di blues. Un blues che, nella sua scheletricità e sgangheratezza, deve più a Beck, Jon Spencer e White Stripes che a Willie Dixon.  Roba molto godibile e funky, ideale per un party. Comunque buono per il signor Cavalli che la sua famiglia sia espatriata anni fa. (7,5)


La notizia è che il blues e la musica delle radici in generale dimostrano una fantastica vitalità, che è l'unico vero antidoto al coma irreversibile di quel rock giovanilistico anni zero detto "indie".

Imperdibile il nuovo disco di

SEASICK STEVE - I STARTED OUT WITH NOTHIN AND I STILL GOT MOST OF IT LEFT
Fantastico sin dal titolo. Il sessantenne Steve Wold ha esordito solo nel 2006 e prima ha vissuto da musicista vagabondo fin dall'età di 14 anni, ma ha per un periodo ha gestit
o una sala di registrazione amatoriale a Seattle ed è stato mentore di quella generazione dei novanta, che comunque non è mai stata consapevole del suo talento. Per questo disco conserva l'armamentario di chitarre a tre corde, strumenti autocostruiti e improbabili percussioni. In più c'è l'omaggio di Nick Cave che lo considera un dio e non è il solo. (8)

  BB KING - ONE KIND FAVOR
Un disco meraviglioso. La leggenda vivente esce dalla comodità del suono mainstream e si affida alla produzione denudata di T Bone Burnett regalandoci un inaspettato capolavor
o. E' l'ultimo dei giganti ancora in vita e "See that my grave is kept clean" fa scappare una lacrima. Bimbi, se non capite e amate il blues, vi perdete il meglio e non potete capire nulla della musica degli ultimi centocinquant'anni. (9)

  GIANT SAND - PROVISIONS
Grandissimo disco di Howe Gelb, uno dei suoi migliori. Siamo sempre
dalle parti delle radici americane, ma di quell'altro ramo, quello che fa zippidi-a-ye-yay. La bellissima voce da basso di Gelb si concede arrangiamenti all'altezza della situazione e sappiamo che non sempre è così. Cori di Neko Case, cover di PJ Harvey, rimandi a Johnny Cash, Wille Nelson, Lou Reed e Leonard Cohen. Profonda umanità e un risultato complessivamente migliore dell'ultimo buono "Carried To Dust" dei suoi ex compari Calexico. (8)

Per completare il discorso sulle radici, non posso non segnalare due dischi giganteschi sui quali mi piacerebbe tornare in modo approfondito




  BOB DYLAN - TELL TALE SIGNS
Colossale raccolta di scarti e alternate takes. Disco triplo e mi ci vorrà tempo per assorbirlo anche perché sto ancora ascoltando "Modern Times" (10), il disco mig
liore del 2006 (a due anni di distanza ne sono certo, all'epoca non lo ero).

  VINICIO CAPOSSELA - DA SOLO
Le radici sono quelle italiane e europ
ee, anche se all'apparenza il disco è molto americano. E' un disco denso, da centellinare come un buon brandy. E' un disco antico con romanze da salotto e atmosfere da cafè chantant. Non me la posso cavare con due parole, ma "Il paradiso dei calzini" è, per quel che mi riguarda, già nell'Olimpo delle migliori canzoni di sempre. E non è poco.
Per questi due dischi votazione sospesa per successivi accertamenti. ma voto previsto fra 8 e 10.

E il rock'n'roll?
Il rock'n'roll c'è e alla grande.

THE CLASH - LIVE AT SHEA STADIUM
Ci sono solo
una decina di dischi dal vivo che mi piacciono davvero e non tutti sono rock. Non mi aspettavo nulla da questo cd e invece mi ha completamente steso. Mi sono emozionato come un bambino mentre ascoltavo un concerto che fu evidentemente pazzesco. Ero troppo piccolo quando i Clash suonarono a Bologna, ma volevo andare lo stesso. Non mi fu permesso, però mi ricordo ancora le sensazioni di quel pomeriggio, la folle idea di prendere un treno di nascosto. La malinconia di una giornata passata nel nulla della provincia, mentre i miei idoli si preparavano a lasciare un segno nella storia. Che peccato. Sicuramente il più grande concerto che mi sia mai perso. (10)

Fine per adesso, ma
, a proposito, sapete cos'è questo?



No? Grave, gravissimo!

postato da umbertopalazzo | novembre 03, 2008 10:20 | commenti (4)


'In primo luogo
lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...''. ''Lasciar fare gli universitari - ha continuato - Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita', infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta'''. ''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra' sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri'', ha affermato Cossiga. ''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pieta' e mandarli tutti in ospedale - ha continuato - Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''. ''Soprattutto i docenti - ha sottolineato - Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si'.

Sen. FRANCISCO FRANCO KOSSIGA (accidenti, dov'è finita la esse runica di questa tastiera?)




Non è pazzo. E' un sadico assassino
Lo ha già fatto negli anni settanta.
Ricordatevi di Giorgiana Masi.
E non credete che sia un vecchietto che non conta più niente. Conta e come.
Ha in mano i servizi segreti e l'esercito ed è uno che ha il pallino della dittatura militare.
Ricordatevi GLADIO.
Quest'estate, nell'incredibile indifferenza generale, ha aizzato le forze armate dicendo di oliare i fucili, perché presto sarebbero state chiamate a difendere la democrazia.
Questo rettile assetato di sangue vuole la guerra civile.
Sdrammatizziamo con Paz.



Quando la smette Veltrons di far finta di vivere in America?
Siamo in Italia e questi mostri qui sono gli stessi mostri degli anni
settanta e degli anni venti e sono tornati per finire il lavoro.
Sveglia!

PS Vi siete mai chiesti che fine hanno fatto i criminali di guerra italiani?
C'è un interessante documentario inglese su youtube. Date un occhiata.

Italiani brava gente

postato da umbertopalazzo | novembre 03, 2008 02:18 | commenti (5)

venerdì, ottobre 31, 2008

Licio Gelli conduttore TV.
Prima puntata: il fascismo.

Ma va...
postato da umbertopalazzo | ottobre 31, 2008 15:17 | commenti (7)